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Un po' di storia

I primi 10 anni


RIONERO

Il 23 Novembre 1980 un violento terremoto sconvolgeva il tessuto umano e sociale della Basilicata e dell'Irpinia. Rionero veniva considerato un paese gravemente danneggiato. E già si pensava, dopo l'evento sismico, a rimettere in movimento le attività umane, capaci di organizzare occupazione e reddito. Il primo obiettivo era quello di animare le energie imprenditoriali o, in assenza, di crearne di nuove, in grado di rispondere a necessità di riattazione, o di demolizione e ricostruzione delle abitazioni nelle zone terremotate. La spinta emotiva era formidabile. E sorretta da una tensione sociale e politica si formava la Cooperativa 23 Novembre 80, con lo scopo di costruire un'impresa edile in grado di mettere insieme maestranze ed operatori del settore. Il tentativo certamente nuovo in queste contrade si rivelò assai arduo. Numerose furono le difficoltà, tutte riconducibili alla diffidenza verso forme di associazionismo e di cooperazione, in assenza di una cultura sociale ed economica già consolidata. Ma i vertici della cooperativa, poco avvezzi alla resa, con un generoso slancio di orgoglio riuscivano, nel 1985, a sottoscrivere con i soci un aumento di capitale sociale portando moneta fresca a sostegno delle attività edili in opera. E sulla quella forma di partecipazione privata i soci hanno progettato il loro futuro di impresa, hanno costruito un ambizioso progetto aziendale, hanno accettato la grande scommessa di porsi imprenditori di se stessi e di formare nuovi quadri manageriali.

Le opere realizzate in precedenza, già a partire dal 1981, avevano favorito le prime esperienze che sarebbero rimaste alla base delle realizzazioni future, fondamenta per nuove capacità aziendali. Già nel 1981 era stata ristrutturata una palazzina per civile abitazione. Erano stati installati a Rionero 90 prefabbricati in tempo di record, nell'anno successivo veniva completato il nuovo lotto della casa di riposo "Virgo Carmeli" di Rionero, eseguite opere della 219, poi realizzata la nuova rete di distribuzione del gas metano, un imponente lavoro, quest'ultimo, che aveva procurato numerose difficoltà all'azienda cooperativa, mettendo a dura prova le sue capacità imprenditoriali. Il 1986 segnava una ripresa decisa della società cooperativa a seguito di capitali freschi derivanti dalla sottoscrizione di impegni personali di 33 soci. L'Azienda si impegnava in lavori di rete idrica e fognante e nella realizzazione di impianti di depurazione a Monticchio Bagni e a Monticchio Sgarroni.

Palazzo Fortunato fu una delle opere più significative, assegnata alla Cooperativa 23 novembre 80 per un importo di 2 miliardi di lire. Il costo elevato si giustificava per le difficoltà dell'intervento di consolidamento e di restauro della prestigiosa casa palazziata di Rionero. Fare restauri non è semplice, lavorare con la Soprintendenza e il Provveditorato alle Opere Pubbliche non è agevole. O si è impresa degna, o si soccombe alle molteplici difficoltà che l'intervento complessivo manifesta. Qui, la cooperativa ha ottenuto ampie attestazioni di stima ovunque riconosciute. Nel campo dei restauri l'azienda aveva già completato la chiesa dell'Annunziata a Rionero e restaurato, nella Chiesa Madre di Rionero, altari ed altre opere di indubbia difficoltà. Nel 1990, la società Cooperativa 23 novembre 80 era presente nel prestigioso raggruppamento nazionale del primo lotto dello schema idrico Basento-Bradano, con la cooperativa Orion di Reggio Emilia. Negli anni 1986-90 l'azienda ha indirizzato la sua competenza specifica, pur non trascurando i lavori di infrastrutture dove le competenze erano state acquisite sul campo, sul restauro e sugli interventi immobiliari. Lo sforzo era di mantenere costante il trend di crescita aziendale e di toccare, a conclusione del triennio, un fatturato di sette miliardi. La crescita aziendale avrebbe favorito maggiori interventi a sostegno di spontanee attività culturali, sociali, sportive e ricreative. Nella formula cooperativistica il benessere dell'azienda diventa benessere per tutti.

Tutto era stato avviato per una geniale intuizione del sen. Nino come risposta operativa al terremoto in Basilicata ed in Irpinia. Voleva partire per l'Argentina, Donato Laus, fondatore con altri della cooperativa, voleva emigrare. Lui, perito meccanico, qui non trovava lavoro. E con quel devastante terremoto non vedeva prospettive. Nella sezione del Pci di Rionero (era responsabile FGCI) in una assemblea annunciò le sue dimissioni e la sua imminente partenza per l'Argentina dove i familiari lo attendevano, avendogli già trovato lavoro. Al termine dell'assemblea il sen. Calice, leader locale e regionale del partito, lo chiamò da parte, gli disse semplicemente (sembrava un ordine, poiché a quel tempo, le cose funzionavano anche così):

"Tu non parti. Qui c'è stato il terremoto, c'è da fare ricostruzione, sviluppo, c'è lavoro. Devi costituire una cooperativa di produzione e lavoro. Tu non parti".

Donato Laus aveva meno di 25 anni.




OPPIDO LUCANO

Il sisma dell'80 si era abbatuto pesantemente sulla comunità dell'Alto Bradano. Interi quartieri del centro storico di Oppido Lucano, secondo perizie tecniche, dovevano essere demoliti e ricostruiti. All'azienda veniva affidata la realizzazione dei lavori, la progettazione e l'esecuzione delle opere per un ammontare di circa 8 miliardi di lire.



BANZI

All'azienda è stata affidata la concessione dei lavori, la progettazione e l'esecuzione del restauro della imponente badia S. Maria di Banzi risalente, secondo un primo documento, al 798 d.C. Notizie storiche più precise la fanno risalire al 1200 circa quando un principe longobardo, Grimaldo III, l'avrebbe donata all'Abbazia di Montecassino.

L'azienda contemporaneamente firmava un protocollo d'intesa con la coopereativa edile Orion di Reggio Emilia, forte di un fatturato di circa 500 miliardi di lire, per un concorso, in pari dignità, nella realizzazione delle maggiori opere acquisite in ragione del 50% per entrambe le parti.

Quello di Banzi è un monumento che fino al 1400 è stato nel pieno splendore dei Benedettini prima, Agostiniani e Francescani poi. Il primo lotto per il restauro era di 5 miliardi di lire. Ma subito dopo era stata realizzata la progettazione anche per le fasi successive. La Badia di S. Maria di Banzi sarebbe stata utilizzata come museo, come biblioteca e per altri usi culturali e sociali.



Anni '90



RIONERO

Era tempo di darsi un nuovo respiro, una dimensione più importante per ciò che si intendeva progettare e realizzare. La Cooperativa si trasforma.

Nasce la cooperativa Prisma, impresa generale di costruzioni. Dalla seconda metà degli anni 90 comincia la svolta: la costruzione di alloggi diventa prevalente.

A Rionero viene individuata un'area di espansione, C10, lungo la statale 167 per Monticchio, adiacente al Vulture, straordinario polmone d'ossigeno. Vengono progettati e realizzati in tutto circa 200 alloggi. E Prisma già si distingue per capacità cistruttiva, tecniche efficaci, risparmio energetico, ampi spazi aperti, strade e parcheggi, servizi.

Nel Villaggio Positano vengono realizzati 40 alloggi ben costruiti, servizi, strutture per giochi e tempo libero, crescita sociale. Vengono costruite altre strutture da 6 alloggi, in tutto 20 palazzine, edilizia convenzionata e agevoltata, possibilità di una abitazione ben concepita, resa competitiva nel rapporto qualità-prezzo. Anche qui larghe strade, ampi parcheggi, condizioni necessarie per crescere. Ci sono spazi, ci sono idee, ci sono abitanti motivati, capaci di tradurre idee in progetti possibili.
Anche a Rionero. Anche qui impegna la sua credibilità con il restauro del palazzo che fu di Giustino Fortunato, meridionalista, storico, politico, che ancora oggi fa discutere per le sue analisi lucide, serie, scientifiche, proprie di una mente ordinata, usata all'osservazione, allo studio, alla ricerca, al rigore. Palazzo Fortunato è la struttura-simbolo di Rionero, rappresenta la sua identità, i suoi contenuti storici; lì ritrova la sua unità, la venerazione per un suo figlio illustre, modello: "Elevò la politica alla vetta dell'ideale creando le premesse per la rinascita del Mezzogiorno", è scritto nell'epigrafe pensata da Pietro Borraro a lui intestata.

Viene ristrutturato anche il carcere borbonico, che è lì, museo del Brigantaggio, a accontare pezzi di storia locale, regionale, meridionale, una storia che si salda con quella più generale riferita alle fasi dell'Unità d'Italia.

Un popolo è capace di darsi dignità di popolo quando racconta e si racconta, propone interpretazioni, fa studio e ricerca, lavora sul campo con i documenti propri della storia, indica strade e prospettive possibili. E con i restauri delle chiese, anche attorno ad esse la gente ritrova la sua identità, il suo patrimonio, la spiritualità che può ricondurre tensioni ideali e civili verso il bene comune. Chiesa Madre, Chiesa del ss. Sacramento, Chiesa dell'Annunziata. Proporsi come impresa capace di fare restauro, col fiato caldo della Soprintendenza, vuol dire essere consapevoli delle proprie specificità, del proprio valore. Come a Banzi, come a Barile e come a Venosa, il restauro a Rionero porta la firma di questa impresa cooperati-va. Ed è una firma di tutto rispetto. E' divenuta una firma di prestigio, di affidabilità

VENOSA

Negli anni '90 importanti interventi di restauro vengono eseguiti a Venosa.

2005-2010



RIONERO

Dopo circa 25 anni si conclude l'esperienza di Donato Laus come presidente. L'ing. Franco Di Nitto è il nuovo presidente della Cooperativa Prisma. Contestualmente Donato Laus resta in amito cooperativo e costituisce la cooperativa Sirio Habitat, subentra anche nella cooperativa Casa del Sole di LAvello, entrambe cooperative di abitanti. E si avvia un rapporto di collaborazione molto stretto tra le due cooperative di abitanti e Prisma.

Dal 2005 al 2010, con l'esperienza come presidente di Franco Di Nitto, si realizzano:

Un Parco Eolico nel comune di Ripacandida, un'opera imponente capace di produrre a regime 54 megawatt.

Sottostazione di accumulo dell'energia prodotta.

Sono opere di straordinaria portata, realizzate in poco tempo - ancora una volta tempi certi - che segnano punti preziosi per aziende cooperative nell'impatto con situazioni complesse.

Due palazzine adiacenti al Campus - 24 alloggi - lungo l'arteria 167 per Monticchio, costruzioni moderne, risparmio energetico, ben soleggiate, spazi e parcheggi.

Altri 24 alloggi vengono realizzati nella zona Aia di Coppa, area invidiabile, parcheggi e sole, spazi aperti, materiali di ottima fattura impiegati. Sono commesse che la Cooperativa Sirio Habitat ha affidato alla Cooperativa Prisma per l'esecuzione di tutte le opere, di struttura, servizi di rete, pertinenze.

dal 2010



Dal 2010, comincia l'esperienza di Donato Scavone, già presidente della Lega Regionale delle Cooperative, dove aveva maturato capacità importanti nel campo della cooperazione. Prisma, Sirio Habitat, Casa del Sole formano il Gruppo Reteimprese Abitare. Scavone assume la presidenza, Laus ne è direttore generale. Si avviano importanti progetti.

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